domenica 28 luglio 2013

Ero solito

ero solito guardare le nuvole
queste grandi pecore lente

sbuffare nei cieli estivi
ero solito contemplare gli orizzonti
la maestà delle colonne bianche
intorno al tempio delle foreste
ero solito ascoltare i fiumi
il loro pianto dirotto e sterminato

il vento mi raccontava la paura
con umide parole
rotolate sui prati

lunedì 8 luglio 2013

Un posto

c’è un posto dove sto
prima del sonno
un posto di vento e torri bianche
un posto di cielo e rami
un posto di sole in mille pezzi
e rane e cicale
un posto dove si affaccia il respiro di un dio
ma non può entrare
un posto dove siamo per sempre al riparo
e con le mani a capanna
facciamo che è casa

martedì 4 giugno 2013

Breve

dorme
andrò da lei
è stanca
incazzata
si girerà, annoiata
ma starò lì
vicino a lei
come una allodola
o un segnalibro

lunedì 20 maggio 2013

C'ero una volta

a volte vorrei
che fosse l’era del legno
che la sera guardassimo cardare
la lana acerba
che fossimo bambini insieme
vederti tenere un uovo chiaro
tra mani piccole
a volte vorrei correre con te
tra i filari di granturco
guardarci le piccole ferite
e imparare le erbe
vorrei che tu colmassi ogni mia solitudine
che consolassi quel bambino sperduto
attonito sotto l’azzurro violento
dei cieli di luglio
sempre in ascolto del vento cattivo
che sospira tra gli aghi di pino
e porta l’aria del lupo
che ti prende alle spalle

venerdì 12 aprile 2013

lunedì 8 aprile 2013

Andando

Potevamo andare a Saint-Malo
farci sposare dai gabbiani
se non erano troppo impegnati
a litigare col vento
Potevamo allora essere ad Ostuni
sulle pietre scavate dal sole
farci sposare dai fichi d’india
con un pubblico di ulivi seri 
piantati nella terra rossa
o sui tufi di Pitigliano
che sembrano di cannella
o davanti alle colline delle favole
intorno alla Piana di Castelluccio
Sulla piazza di Lucca
mentre cade un temporale
o sulla Piazza Grande
sotto un Nettuno in profilo da cartolina
o a Tourettes-sur-Loup
che vende le sue violette ai turisti
o a Gourdon, o Antibes
se preferisci il mare
Al Malpasso, o a Splügen
coi suoi giardini di gerbere
davanti alle baite nere
Al Vitra, o a Notre-Dame du Haut sui prati
o alla Hague lontana e disperata
protesa alla fine del mondo
pensando all’Ecalgrain
che ci lasciò senza fiato
o a Trieste sotto la neve
dove non si stava in piedi
o al Pulo di Altamura
con la volpe che ti regge il velo
o ad Argentine, Lyon, Rennes, Cancale,
Étretat, Reims, Avranches,
la Pietra di Bismantova, Riva del Garda,
Trento, Grosseto, Modena, Milano,
Roma, San Giulio, o il Pianaccio, ti ricordi, 
con la locande delle sorelle strane
O in qualche posto in cui non siamo stati
potevamo sposarci andando
perché non c’è niente di meglio
che andare verso qualcosa 
con te