E ogni giorno
scendo e faccio
un nodo
al buio
di questa cantina
Ogni giorno
e ogni notte
scendo e trovo
un imbroglio
più grande
E io per non dirlo
non parlare a nessuno
faccio un altro nodo
faccio un nodo al nodo
e lascio tutto com’è
Un nodo al buio
e un nodo a me
un piccolo nodo al buio
e un altro piccolo nodo in me
I nodi sono silenziosi
nessuno li sente gridare
in questo imbroglio enorme
ormai più grande di me
che mi somiglia
e mi uccide
Poi quando ho finito
esco piano
chiudo la porta
a chiave
mangio la chiave
e vado a ridere
di sopra
domenica 21 febbraio 2016
sabato 13 febbraio 2016
Le cicale
I sassi
Le cicale
Fitte
Di nostalgia
Passano
I sassi
Le cicale
Tanto blu
I passi
L’erba secca
Le spine
Le cicale
Dure voci
Respiri
I sassi
Bianchi
Immensi
Essere là
Andare
L’acqua rara
Le ombre
Scolpite
Nidi di grotte
Oscurità
Feroci
Le cicale
Il lungo grido
Del Cielo
Le cicale
Fitte
Di nostalgia
Passano
I sassi
Le cicale
Tanto blu
I passi
L’erba secca
Le spine
Le cicale
Dure voci
Respiri
I sassi
Bianchi
Immensi
Essere là
Andare
L’acqua rara
Le ombre
Scolpite
Nidi di grotte
Oscurità
Feroci
Le cicale
Il lungo grido
Del Cielo
mercoledì 11 novembre 2015
Quando ero
Quando ero
quando vedevo
piccole cose
Lei era
e guardava
e io vedevo
piccole cose
Le indicavo i sassi
fili d’erba
formicai annoiati
greppi diroccati
E non sapevo
e lei rimaneva
e con pazienza
ha fatto gesti
lontani
e io li ho seguiti
fin dove c’era luce
Ora mi sento così
piccolo
a pensarci
e sono solo alla
punta
delle sue lunghe dita
Ma lei è rimasta
tra le mie piccole
cose
che per me erano il
mondo
non perché fossero belle
non perché fossero il
mondo
ma perché erano mie
ma perché erano mie
giovedì 11 giugno 2015
Eravamo
Eravamo
non eravamo
parole come nottiluche
latte sui nostri occhi
odio rabbia di gomma nera
che cancella
e porta via
Era sempre estate
il tempo ci mordeva
belli come frutti
senza amore
C'era sempre un odore
dolce
c'era sempre una nausea
un troppo
un pozzo in cui scendere
un cielo di vetro
in cui salire
C'erano i giorni
i mesi le stagioni
Ci aprivamo il cuore
senza alcun dubbio
e tutto faceva male
tutto era dolore
e sensazione
Il fiume ci portava
come tronchi stupidi
verso una cosa che chiamavamo
mare
C'erano le lacrime
incomprensibili
e terrori
Ora tutto ci è indifferente
tranne la tua rabbia
il tuo dolore
Risveglia in noi per un attimo
l'inferno del cuore
e viviamo come quelle farfalle
che bruciano nel fuoco
non eravamo
parole come nottiluche
latte sui nostri occhi
odio rabbia di gomma nera
che cancella
e porta via
Era sempre estate
il tempo ci mordeva
belli come frutti
senza amore
C'era sempre un odore
dolce
c'era sempre una nausea
un troppo
un pozzo in cui scendere
un cielo di vetro
in cui salire
C'erano i giorni
i mesi le stagioni
Ci aprivamo il cuore
senza alcun dubbio
e tutto faceva male
tutto era dolore
e sensazione
Il fiume ci portava
come tronchi stupidi
verso una cosa che chiamavamo
mare
C'erano le lacrime
incomprensibili
e terrori
Ora tutto ci è indifferente
tranne la tua rabbia
il tuo dolore
Risveglia in noi per un attimo
l'inferno del cuore
e viviamo come quelle farfalle
che bruciano nel fuoco
venerdì 17 aprile 2015
E' tutto come credi
E’ tutto come credi
non so quel che vuoi
colano le ombre
sull’esile seno
della sconosciuta
E’ tutto come credi
è tutto come vuoi
non so quel che vuoi
colano le ombre
sull’esile seno
della sconosciuta
E’ tutto come credi
è tutto come vuoi
mercoledì 15 aprile 2015
Il mare è così
il mare è così
come e quando
anda e rianda
lo sai e non lo sai
idea che tocca e scappa
onda che mangia l’onda
impara e dimentica
vedi che lecca e passa
vedi che se ne va
e si sfianca ogni volta
e ogni volta è l’ultima
no che non ce la fa
e poi si risolleva
lento che fa pietà
come un cristo stanco
vedi che ce la fa
il mare è così
quando e come
sfinito e senza fine
potrebbe spazzare via la terra
e invece si solleva appena
con una fatica immane
un braccio d’acqua mossa
che subito ricade
e vedi che lecca e passa
vedi che se ne va
come e quando
anda e rianda
lo sai e non lo sai
idea che tocca e scappa
onda che mangia l’onda
impara e dimentica
vedi che lecca e passa
vedi che se ne va
e si sfianca ogni volta
e ogni volta è l’ultima
no che non ce la fa
e poi si risolleva
lento che fa pietà
come un cristo stanco
vedi che ce la fa
il mare è così
quando e come
sfinito e senza fine
potrebbe spazzare via la terra
e invece si solleva appena
con una fatica immane
un braccio d’acqua mossa
che subito ricade
e vedi che lecca e passa
vedi che se ne va
sabato 4 aprile 2015
Voglio
Voglio la mia donna
voglio che sappia di sale
voglio che sia perfetto, imperfetto
voglio che cantino le lepri
sui prati d’agosto
voglio che sia tutto in amore
che soffi il vento oltre il crinale
voglio che ci sia acqua forte
giù per le rogge
e uva nelle vigne
Voglio che dio balli tra le foglie
voglio nuvole bianche
e montagne
Voglio che si ricordi
voglio che mi parli
voglio che respiri il polline amaro
e che cadano i frutti del melo
Voglio prendermi cura
di ogni suo incredibile difetto
Voglio che ruoti il cielo
che le stelle ci atterrino nel cuore
Voglio non avere dolore
in ogni parte del tempo
voglio che sappia di sale
voglio che sia perfetto, imperfetto
voglio che cantino le lepri
sui prati d’agosto
voglio che sia tutto in amore
che soffi il vento oltre il crinale
voglio che ci sia acqua forte
giù per le rogge
e uva nelle vigne
Voglio che dio balli tra le foglie
voglio nuvole bianche
e montagne
Voglio che si ricordi
voglio che mi parli
voglio che respiri il polline amaro
e che cadano i frutti del melo
Voglio prendermi cura
di ogni suo incredibile difetto
Voglio che ruoti il cielo
che le stelle ci atterrino nel cuore
Voglio non avere dolore
in ogni parte del tempo
Voglio che ci sia un angolo segreto
dove riposare
dove riposare
Iscriviti a:
Post (Atom)